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Manduria, media, morti e superstiti

Manduria, mercoledì 6 aprile. Appena arrivati alla tendopoli si nota subito qualcosa di strano. Per strada non c’è il solito via vai di gente di ogni tipo, i migranti sono quasi tutti all’interno del campo, e li vedi radunati solo quando dei ragazzi arrivano con i tamburelli e cominciano a suonare la pizzica. L’aria è distesa, tutti hanno capito che devono avere pazienza e aspettare le papier.

Ma non mancano solo loro, in questo ombelico del mondo che è diventato questo tratto di campagna salentina. Pochi mezzi delle forze dell’ordine, e soprattutto, quasi nessun giornalista. Uno di noi, con la sua macchina fotografica, si dirige verso il furgone di una troupe televisiva di un canale satellitare molto famoso, (comincia con sk…) e chiede:

“Dove sono tutti gli altri?”, intendendo capire dell’assenza dei media che  i giorni precedenti avaveno affollato questo angolo di sud.

“Sono tutti a Lampedusa” il reporter aveva usato il loro, quasi a volersi smarcare dalla scelta, “lì ci sono i morti, qui no”. E stringendosi nelle spalle aveva dato la motivazione scontata e agghiacciante del loro lavoro. Dopo qualche minuto, anche questa troupe se ne andava, da sola, forse verso la Sicilia…

Intanto i migranti che sono scampati al naufragio di due giorni fa, oggi, venerdì 8, sono stati trasferiti tutti nel CARA di Restinco. In tutto 57, arrivati con un aereo da Lampedusa, 2 di loro sono ricoverati all’ospedale Perrino di Brindisi, tutti sono ancora sotto choc, hanno vissuto storie terribili e adesso comincia un altro calvario.


Conosci Connecting People?

Pubblico questo post per fare chiarezza (perchè ce n’è ancora bisogno) su chi è Connecting People e su cosa fa. Provate a vedere sul suo sito cosa dice della situazione di Manduria nel suo ultimo comunicato stampa. Sembra una bella favoletta. Non lo è. E’, invece, una storia di profitti enormi attraverso la (pessima) gestione di campi di concentramento per immigrati irregolari, o, in base all’andamento del mercato, profughi delle varie emergenze. Profitti cresciuti sulle spalle della gente che non può o non vuole più stare nel proprio paese. Un dettagliato articolo di Carta può aiutarci. Anche se all’epoca (2009) non gestiva Restinco, tutto è pressochè rimasto uguale.

Gestire lager per migranti non è un’opprtunità, è un’infamia.

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Menzogne mediatiche

Se in questi giorni provate a digitare restinco su google, vi apparirà, tra le primissime voci, questo articolo, (chiamiamolo così)  firmato da tale Antonio Portolano, sedicente giornalista di Brindisi Report, uno dei quotidiani on-line della città. Vogliamo sperare che la redazione di questo giornale non si sia accorta dell’abominevole scritto del signore di cui sopra. Altrimenti dovremmo cominciare a pensare che notizie come queste, piene almeno di molte inesattezze, siano il pane quotidiano dei giornali. Ad onor del vero, in seguito alla notizia del divieto imposto agli organizzatori del 3 Aprile, anche la Gazzetta del Mezzogiorno riportava notizie false circa, appunto, chi avesse indetto quel presidio, che non era Emergency (che ha comunque aderito e con la quale stiamo collaborando anche a Manduria), bensì proprio il gruppo no-cie.

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Modena e Restinco: la strategia dei Maroni

Riporto un articolo di Macerie e storie di Torino, interessante per capire che non solo a Brindisi l’autorità nega la possibilità di smascherare i meccanismi di questi tempi bui. Spezzando il filo diretto tra chi si rivolta, dentro, e chi solidarizza, fuori, ma anche restringendo le libertà di ognuno, compreso chi, oggi,  non si sentisse interessato a certe tematiche. Domani, quando costoro si accorgeranno di non avere più margini di dissenso possibile, sarà tardi. E’ bene svegliarsi subito. Continue reading


Comunicato sul presidio vietato

Questo è il comunicato che il nostro gruppo ha redatto in seguito a ciò che è successo domenica 3 aprile. Chi volesse, (tra i presenti e non),  può mandare la propria adesione alla nostra mail, che vedete qui a destra, prima che tale comunicato venga diffuso agli organi di stampa. Naturalmente è solo una formalità, l’unica cosa che ci interessa (e ci addolora) è che quei ragazzi che ci aspettavano domenica non saranno stati felici di ciò che è successo. Noi siamo incazzati. Continue reading


Presidio non autorizzato

Abbiamo ricevuto, per mano del dirigente della digos di Brindisi, il documento ufficiale che VIETA il presidio di domani, domenica 3 aprile, di fronte al CIE di Restinco.

Il mandante è il ministero dell’interno, che ha chiamato la questura di Brindisi per negare qualsiasi manifestazione in provincia.

Il motivo ufficiale è che, a causa della fuga di massa dal centro di Manduria, la paura è che questo dissenso si diffonda OVUNQUE.

C’è chi, nella vita, è sempre pronto ad OBBEDIRE. Noi non siamo di quella stoffa. Domani, il gruppo no-cie brindisi proverà ad arrivare al cie di Restinco, SE ce lo permetteranno. Ci ostacolano, ma non ci sorprendono. A breve aggiornamenti

 


Presidio al CIE di Restinco

 

Portate fischietti, trombe, padelle e qualsiasi cosa faccia casino. Facciamoci sentire, oltre il muro!

Domenica 3 Aprile alle ore 10,30 si terrà un presidio di protesta davanti al CIE (centro di identificazione ed espulsione) di Restinco. Continue reading


Restinco-Manduria, tentati suicidi e caccia all’uomo.

Immigrati in fuga

 

Mentre tutti gli occhi sono concentrati su Berlusconi a Lampedusa, camicia nera e discorso demagogico, e sulla situazione di Manduria, anch’essa nel caos, Restinco rimane l’inferno che è sempre stato. Mercoledì 30 Marzo, secondo fonti che arrivano da dentro, un recluso ha provato ad impiccarsi all’interno del cie, ed è stato salvato in extremis. Continue reading


…e cinismo politico

Il buono e il cattivo tempo da queste parti lo fanno loro. Ovviamente, in caso di bel tempo non puoi ringraziare loro, vorrebbe dire che il lavaggio del cervello dei media ha funzionato. Rappresentano il classico cinismo votato alla convenienza, probabilmente ogni dichiarazione che rilasciano, per essere efficace, è sempre seguita da una ricerca di mercato sul gradimento. Inutile dire che il disprezzo, verso elementi come questi, è massimo, e non riusciranno mai a convincerci del contrario. Continue reading


Paura del dissenso….

Da quando questo blog è nato ci siamo accorti di quanto alcuni siano molto interessati a quello che qui viene scritto. Da un lato non può che farci piacere, poichè persone di tutti i tipi, da ogni parte d’Italia, seguono con attenzione le  orribili vicende di un lager in una nota (oramai ex) terra d’accoglienza. Sono persone che ogni giorno, ciascuno a suo modo, si sbattono per denunciare ma anche solo informare su quella che è diventata normale amministrazione dei flussi migratori: “non hai il pezzo di carta? devi essere chiuso, maltrattato e dimenticato” . Sempre se alla fine di questa terapia tu non venga deportato. Continue reading