Monthly Archives: Marzo 2011

Restinco: tutti giù per terra

Il CIE di Restinco

 

Vi abbiamo raccontato, nel post precedente, dell’ultima rivolta scatenatasi la notte del 14 marzo: materassi incendiati da un gruppo di tunisini, le fiamme che hanno avvolto quasi l’intera struttura (solo poche camerate sono state risparmiate) e l’intervento in forze della polizia per sedare la sommossa.

In seguito a quanto accaduto, com’era facile prevedere, le misure repressive sono aumentate per i  reclusi, anche quelli che  non si erano resi protagonisti della protesta. Al momento, dopo quindi tre giorni da quanto accaduto, sono circa 34 i reclusi che dormono per terra, senza materassi e senza coperte, non più nelle camerate ma di nuovo nella mensa. Il timore, evidentemente, è che il malcontento possa ancora sfociare in rivolte e incendi. Queste decisioni abbassano ulteriormente le già pessime condizioni di vita all’interno di Restinco, e segnaliamo il caso di un recluso che ha la protesi ad una gamba e deve dormire a terra senza un minimo di cura per la sua situazione, non riuscendo naturalmente a riposare un attimo. Questo ragazzo ha provato a esporre il suo problema anche nell’infermeria interna al centro e alla stessa direzione del CIE, ma gli è stato detto che deve dormire insieme a tutti gli altri.

Si tenta quindi, da parte di chi gestisce il centro, di creare dissidi e conflitto tra i reclusi. Adesso tutti hanno dei buoni motivi per lamentarsi, a partire dalle condizioni di vita, che sono diventate insopportabili e disumane.

Sabato una commissione di esperti ha visitato il centro, per verificare le condizioni della struttura e valutarne l’agibilità. Alcune voci, infatti, lasciavano credere che il Cie dovesse chiudere, anche solo per il tempo necessario al suo ripristino. Il capo di gabinetto della prefettura, Erminia Cicoria, dice testualmente: “Restano lì dove sono”.

Anche i media, dopo tre giorni di quasi totale silenzio, sono costretti a dover affrontare l’argomento: leggi  12.

 


Incendio a Restinco


Nella notte tra 14 e il 15 marzo alcuni tunisini reclusi all’interno del centro di Restinco hanno portato dei materassi nel bagno e gli hanno dato fuoco. E’ stato necessario l’intervento dei pompieri per spegnere le fiamme, e si è creata una gran confusione poichè alcuni detenuti erano intossicati per le esalazioni del fumo. Il bagno è ancora inagibile, ma è già stato ridipinto dagli operatori del centro. Ai reclusi l’ispettore di polizia capo della struttura ha detto testualmente : “La prossima volta saranno calci nel culo”. A buon intenditor…

Aggiornamento 19/03/2011
Questo il resoconto che, solo due giorni dopo l’accaduto, il Quotidiano di Puglia diffonde:

Brindisi, nuova rivolta al Cie di Restinco
In fiamme camere e bagni

BRINDISI – Ennesima rivolta notturna al Cie (Centro di identificazione ed espulsione) di Restinco, e forse mai come questa volta la struttura rischia di chiudere.

Disordini durati per qualche ora, con gli extracomunitari che hanno distrutto camere bagni incendiando il centro. Polizia e militari in servizio hanno dovuto faticare non poco per fermare la rivolta. Questa mattina una commissione della prefettura ha effettuato un sopralluogo a Restinco per una valutazione della situazione, nelle prossime ore una decisione definitiva sarà presa assieme alla Questura.
Sabato 19 Marzo 2011 – 13:42


Esercizi di memoria 2

Solo per dovere di cronaca pubblichiamo le votazioni finali della legge 189  del 2002, meglio nota come famigerata Bossi-Fini. Cerca pure il tuo “eletto” e vedi cosa ha deciso per te…

Votazione legge Bossi-Fini


Esercizi di memoria 1

Questo post lo consigliamo volentieri a chi, già in tempi non sospetti, aveva evidenti carenze di fosforo, elemento necessario al corpo umano per evitare di fare figuracce davanti alla storia. Sono ancora molti i bisognosi, tant è che noi proviamo a fare un breve riassunto. Suggeriamo, per voi che già avete sviluppato la vostra, di memoria, di affinare le indubbie qualità di cui disponete con un gioco dal titolo: Chi ti rappresentò nel 1997? Cercate nell’elenco qui sotto: deluso o soddisfatto?

La votazione finale qui sotto approvò con una buona maggioranza l’istituzione dei CPT, e porta il nome del vostro presidente, Giorgio Napolitano, e della sua amica Livia Turco. Ottima memoria, non erano leghisti.

P.S.: Ho trovato il nome del mio concittadino rappresentante e la sua votazione: non mi ha deluso affatto, infatti anche lui è amico del vostro Napolitano…

votazione Turco-Napolitano(1997)


In Italia mi trovo per caso, ma è al mondo che son venuta

 

La magia nera, René Magritte

La necessità di trovare soluzioni diventa sempre più aggressiva, corrode la mente. Ad ogni rifiuto di accettazione passiva di decisioni politiche, frutto di meschini calcoli riconoscibili dal nauseante odore, segue la richiesta di proporre l’alternativa percorribile.

Più ci si infila nel tunnel delle “ possibili soluzioni per arginare il problema”, più ci si avvicina al dirupo del compromesso.

Più le parole si avvicinano al dibattito politico post-tg, più si allontanano dall’uomo.

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A Brindisi l’accoglienza (1991)

 

Accadeva, vent’anni orsono, nella notte tra il 6 ed il 7 marzo del 1991, che la città di Brindisi vedeva arrivare una moltitudine di gente, stipata come sardine, su carrette del mare che chissa’ come facessero a rimanere in piedi…molti brindisini si svegliarono la mattina e, guardando il mare, videro questa immensa distesa umana sulla banchina del porto: era l’esodo albanese.

Quel paese, che nei giorni di cielo terso è visibile dai punti alti della città, era imploso su se stesso e la guerra civile una vicenda quasi inevitabile. A decine di migliaia si riversarono nei porti di Durazzo, Valona, aspettando solo di salire sulla prima imbarcazione che li portasse via dalla fame, dall’assenza di libertà, dalle prigioni e dallo sfruttamento.

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Fortezza

 

Ingresso del CIE di Restinco

 


Toni Negri e le rivolte arabe

Sulle  sollevazioni popolari che stanno interessando la sponda sud del mediterraneo e non solo abbiamo letto un illuminante articolo di Valerio Evangelisti pubblicato dagli amici e compagni di TerraRossa. Qui vi proponiamo un altrettanto interessante brano che Toni Negri ha scritto insieme a Michael Hardt sul Guardian del 24 Febbraio. Riprendendo ciò che già aveva affermato Evangelisti, e cioè che questi moti  in ciabatte e kalashnikov sono il risultato della frustrazione di grossa parte della gioventù araba, colta e disoccupata, egli afferma che la richiesta di cacciare via i dittatori che sono lì da trent’anni è solo il primo degli auspici di chi scende in piazza, seguito da importanti domande sociali a cui nessuno ha ancora dato risposta. Ecco allora che si apre il dibattito sui parallelismi tra il Nord-Africa ed il resto del mondo, con interessanti considerazioni. Buona lettura

Traduzione: UniNOMADE 2.0

Gli arabi nuovi pionieri della democrazia

La sfida per gli osservatori delle insurrezioni in nord Africa e Medio Oriente è leggerle non tanto come ripetizioni del passato ma piuttosto come esperimenti che aprono nuove possibilità politiche per la libertà e la democrazia ben oltre la regione. In effetti, noi speriamo che attraverso questo ciclo di lotte il mondo arabo diventi nei prossimi decenni ciò che l’America Latina è stata nei decenni passati, ovvero un laboratorio di sperimentazione politica tra il potere dei movimenti sociali e i governi progressisti dall’Argentina al Venezuela, dal Brasile alla Bolivia.

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Pasticche

 

L’altra sera la maggior parte dei detenuti nel CIE di Restinco erano arrabbiati e facevano un gran fracasso. Cos’era successo? Erano le 21, ora in cui l’infermeria chiude e non distribuisce più “la terapia”, vale a dire calmanti di cui tutti o quasi hanno bisogno per dormire.

Vi risparmio le opinioni personali….fatevene di vostre.

 


8 marzo: cosa si festeggia?

Oggi è la giornata internazionale contro la violenza sulla donna. Di strada da fare ce n’è tanta, soprattutto considerando le motivazioni della sentenza del processo Addesso, ispettore di polizia che ha gestito il CIE di via Corelli a Milano, accusato di stupro da una donna nigeriana, Joy, all’epoca dei fatti reclusa proprio in quel centro.
Come è andata quella vicenda? Leggete qui sotto l’ articolo de “il manifesto” che descrive in pieno l’autoassoluzione dello Stato con motivazioni che, se non fossero palesemente razziste e discriminatorie, sarebbero quantomeno ridicole….
Tutto questo mentre si diffonde, in questi giorni, la notizia di una donna stuprata a Roma in una caserma dei carabinieri da alcuni uomini in divisa…
Infine si dovrebbe ricordare che un anno fa, a Milano, per aver esposto lo striscione nella foto, che denunciava il caso di Joy, un gruppo di manifestanti fu caricato dalla polizia. Non poteva certo passare quel messaggio, quello striscione doveva essere sequestrato….

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